La Festa di San Rocco, la cui statua si trova nella locale Chiesa del Carmine, si celebra la seconda domenica di settembre.
Tale ricorrenza è direttamente collegata ad alcuni momenti che si sviluppano nella giornata di festa. Particolarmente ricco di significato mistico è il rito della SVESTIZIONE localmente definita "SPOGGHIATINA".

I devoti al Santo, per grazia ricevuta o per invocare benevolenza particolare, si spogliano dei propri vestiti e li appongono, donandoli al santo, alla sua Statua durante la Processione per le vie del paese. Alla fine della Processione i vestiti vengono ritirati tramutando in offerta economica il dono.

Non meno carico di misticità risulta il rito dei "PAGGHIARI". Con le stesse motivazioni della svestizione alcuni fedeli, giovani od anziani, maschi o femmine, dimostrano riconoscenza od offrono il proprio sacrificio al Santo coprendosi di una sorta di campana costituita da spine e rovi intrecciati tra loro e percorrono in silenzio, talvolta scalzi,  precedendo il Santo, le vie della Processione.

Nessuno forse tra i bambini di questo paese, è completamente estraneo alla costruzione di un "DESERTO".
Puntualmente ogni anno, in maniera maggiore o minore, qualche giorno prima della ricorrenza, si vedono gironzolare per le vie del paese gruppi di bambini che chiedono una piccola offerta per la realizzazione di un "Deserto" nel proprio rione. Nel tempo tale rito ha subito una evoluzione nei modi di attuazione mantenendo però intatti i criteri fondamentali relativi alla realizzazione.
Le manifestazioni "DESERTO" composte da impalcatura in legno rivestita da una particolare pianta reperibile presso il greto del torrente Sciarapotamo ("lu 'stincu") hanno l'intento di rappresentare particolari momenti della vita del Santo, e così il Deserto ( 'U Desertu)  vero e proprio con la raffigurazione di San Rocco in un ambiente desertico con una sorgente d'acqua e relativo ruscelletto, l'Ospedale ( 'U Spitàli) raffigurante la cura dei malati, la Prigione ( 'U Càrceru) che rappresenta il periodo di prigionia del Santo.

Vere e proprie evoluzioni subìte dalla tradizione, originariamente ancorata  alla realizzazione del solo Deserto. I realizzatori fanno a gara per meglio rappresentarli arricchendoli sempre più di elementi innovatvi (addirittura realizzazioni su due piani o con cascate d'acqua dall'alto le novità del 2001) senza mai eliminare gli elementi fondamentali quali le "STELLE", i "TRIANGOLI", le "BARCHETTE", tutte realizzate con particolare diligenza e tecnica utilizzando canne, colla e carta velina, e che adornano le pareti interne del deserto, la "STELLA GIGANTE" realizzata in dimensioni maggiori ed apposta in alto e  trasversalmente alla strada interessata dalla processione  ed illuminata per renderla visibile da lontano ed anunciare l'avvicinarsi al "deserto", il tutto sempre oramai accompagnato da fuochi pirotecnici realizzati al passaggio della statua in prossimità delle rappresentazioni.

La realizzazione dei deserti è stata oggetto di concorsi indetti dall'Amministrazione Comunale, nello spirito di mantenere viva la tradizione le cui origini sono sconosciute.


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